La storia del santo – San Corrado nasce a Calendasco nel 1290. Discende dalla nobile casata dei Confalonieri che dispone di vasti feudi assegnati quale privilegio per essere guelfa e fedele alla Chiesa.
La leggenda narra che un giorno Corrado si trova a caccia con amici e familiari nei dintorni del paese, in una zona fitta di boscaglie. Non avendo catturato selvaggina, ordina di appiccare il fuoco alle sterpaglie per stanare la cacciagione. Complice il forte vento, il fuoco in un attimo brucia tutto ciò che incontra, compresi boschi, case e capanne.
Spaventati ed impotenti di fronte a questo evento, Corrado e gli altri cacciatori scappano verso casa, decisi a non far trapelare la verità.
Non appena la notizia si propaga in città, subito si scatena la caccia al responsabile, individuato in un povero contadino accusato di incendio doloso (si credeva infatti che l’incendio fosse stato appiccato dai guelfi per colpire il governo ghibellino).
Corrado, però, sa bene che l’accaduto è imputabile esclusivamente alla sua scelta, per cui non riesce a darsi pace nel veder accusato un innocente. Al punto che interviene nel corso del corteo punitivo organizzato contro il povero contadino, interrompendolo e chiedendo udienza al Signore di Piacenza. A lui dichiara la propria colpevolezza e viene condannato alla pesantissima pena della confisca di tutti i terreni di sua proprietà per risarcire il danno fatto (essendo di nobile famiglia, evita punizioni corporali).
Questo fatto è decisivo per la sua esistenza, determinando l’avvio della conversione di Corrado da uomo nobile a penitente.

 

 

 

Nel suo lungo peregrinare, eremita itinerante secondo la tradizione francescana, Corrado attraversa l’Italia verso sud pregando sulle tombe degli Apostoli a Roma, finché non giunge alla sua meta definitiva, Noto in Sicilia, intorno al 1340.
Qui lega una stretta amicizia con Guglielmo Buccheri, un antico scudiero di Federico II d’Aragona che le vicende della vita portarono a fare una scelta d’eremitaggio simile a Corrado.
Buccheri ospita il Santo nelle cosidette Celle, un quartiere isolato nei pressi della Chiesa del Crocifisso, dove vi rimane per circa due anni, finché le sue peregrinazioni riprendono. Corrado infatti vede compromesso il suo eremitaggio in quel luogo dalle sempre più numerose genti che chiedono a lui preghiere e consigli. Soffrendo tutte queste attenzioni, si trasferisce in zone remote e desertiche: il suo unico pensiero è avvicinarsi a Dio, non sente alcun bisogno materiale.

La vita in Sicilia – La sua è una vita ascetica al pari dei grandi Padri del deserto: infatti egli diventa xeniteta, cioè lascia la propria patria natia, Piacenza, dimentico di tutti gli affetti: insegnano infatti i Padri che per essere maggiormente liberi dagli affanni del mondo bisogno liberarsi di tutte le passioni e pratiche del mondo materiale, non ultima quella verso i propri parenti più prossimi.

San Corrado è un Terziario, a Piacenza essi erano molto numerosi (la città ospitò un raduno assurto quale primo Capitolo Generale terziario laicale tenuto nel 1280) ed esprimono l’orientamento alla vita comunitaria, nel corso dei secoli, organizzandosi in numerose Congregazioni autonome di frati e di suore.

I francescani rientravano tra gli Ordini religiosi approvati e ben voluti: il papa Gregorio X (il piacentino Tedaldo Visconti) nel II° Concilio di Lione del 1274, nelle Costituzioni, decreta tra l’altro alcune decisioni sugli ordini mendicanti: un concilio generale con apposita proibizione ha cercato di evitare l’eccessiva diversità degli ordini religiosi, causa di confusione. Ma l’inopportuno desiderio dei richiedenti in seguito ha strappato, quasi, il loro moltiplicarsi e la sfacciata temerità di alcuni ha prodotto una moltitudine di nuovi ordini, specie mendicanti, ancor prima di aver ottenuto un’approvazione di principio. Rinnovando la costituzione, proibiamo assolutamente a chiunque di istituire un nuovo ordine o una nuova forma di vita religiosa, o di prendere l’abito in un nuovo ordine. Proibiamo per sempre tutte, assolutamente tutte, le forme di vita religiosa e gli ordini mendicanti sorti dopo quel concilio, che non abbiamo avuto la conferma della sede apostolica e sopprimiamo quelli che si fossero diffusi. Non vogliamo tuttavia che la presente costituzione si applichi agli ordini dei Predicatori e dei Minori, la cui evidente utilità per la chiesa universale ne testimonia l’approvazione… Quanto agli ordini dei Carmelitani e degli Eremiti di Sant’Agostino, la cui fondazione risale a prima del concilio generale di cui abbiamo parlato, concediamo che essi possano rimanere nella propria condizione… L’11 luglio 1295, Papa Bonifacio VIII promulga la bolla Cupientes cultum con la quale concede ai Terziari Regolari, presenti in numerosi insediamenti in diverse parti, di avere propri luoghi di culto. Approva quindi formalmente lo stile di vita comunitaria e l’attività pastorale esercitata dai Terziari, frati e suore. Già una regolamentazione chiara era stata data da papa Niccolò IV con la bolla Supra montem, diretta ai penitenti della Lombardia.

Limitando il discorso al Terzo Ordine Regolare maschile (Tor), che risale al tempo di San Francesco d’Assisi e continua senza interruzione fino ad oggi. Nel 1323 il pontefice Giovanni XXII, con la bolla Altissimo in divinis, ribadisce l’approvazione ecclesiastica e conferma la vita regolare intrapresa dai Terziari francescani, dichiarandola lodevole e conforme alle intenzioni di San Francesco.

I Generalia Statuta del 1549 Sive Decreta Fratrum Tertii Ordinis Sancti Francisci de poenitentia nuncupati regularis observantiae Congregationis Longobardae in habitu heremitico degentium riportano l’antico richiamo all’abito eremitico: non sorprende quindi un San Corrado francescano che è allo stesso tempo Terziario ed eremita.
I miracoli – Trovatosi in una zona inospitale, Corrado decide di sistemarsi in una grotta, detta appunto Grotta dei Pizzoni, dove finalmente può ritirarsi in una vita meditativa, anche se la gente, ormai affezionata al buon pellegrino, non smetterà mai di andarlo a trovare. Durante una delle sue visite a Noto, Corrado incontra un suo vecchio conoscente, tal Antonio Sessa, il quale soffriva da tempo di ernia. Alla vista dell’amico dolorante, Corrado ne ha compassione e, dopo aver pregato per lui, questo immediatamente guarisce per sempre dai suoi dolori.
Un altro avvenimento miracoloso è stata la guarigione del figlio di un altro amico sarto che soffriva di un’ernia molto sviluppata.
Si tratta di solo due esempi dei miracoli fatti da Corrado in quel periodo, doni di Dio frutto di una profonda vita spirituale.
Il più famoso, e legato alla figura di Corrado, rimane però il miracolo dei Pani, compiuto dal Santo durante la terribile carestia del 1348 – 1349 in Sicilia, causata dalla peste nera. In quel periodo, chiunque si rivolga con fiducia a Corrado, non torna a casa senza un pane caldo, impastato dalle mani degli Angeli.
Corrado muore nella sua grotta il 19 febbraio 1351, mentre si trova in ginocchio in preghiera con gli occhi al cielo. Al suo fianco, il confessore. Rimane in questa posizione anche dopo il trapasso, mentre una luce avvolge la Grotta dei Pizzoni. Viene seppellito nella Chiesa di San Nicolò a Noto Antica, secondo le sue volontà. In seguito il corpo è traslato nella bellissima Cattedrale di Noto, dove è venerato da parecchi secoli.

La beatificazione – Subito dopo la morte di Corrado, si avviano le procedure per la beatificazione e la santificazione. Secondo la prassi vigente a quei tempi, il Vescovo locale, ossia quello di Siracusa, può procedere egli stesso alla santificazione di una persona vissuta in virtù eroiche testimoniate, oltre che dalla vita stessa, anche da persone viventi che hanno conosciuto la persona in nome di santità.
Lo stesso vescovo di Siracusa aveva assistito personalmente al miracolo dei pani compiuto da San Corrado. Il vescovo accertò di persona che egli viveva in una grotta nelle montagne netine senza nulla di ciò che serve alla vita comune: eppure Corrado porse al vescovo del pane caldo e fragrante, meravigliando lo stesso che ne riportò fedele memoria. Subito dopo la morte del santo (19 febbraio 1351) si diede quindi inizio alla causa. Sospesa poi per cause legate ad eventi politici e civili, riprese nel 1400, ancora nel 1500 e si concluse positivamente.
Papa Urbano VIII concede Uffico e Messa propria agli Ordini Francescani per san Corrado Confalonieri al 12 settembre 1625, mentre a Piacenza il 2 giugno 1625 con Decreto del Cardinale Farnese si pone giorno di Festa feriale obbligatoria il 19 febbraio con solenne Pontificale nella Cattedrale cittadina. Nel frattempo, nel 1612 si era eretta, sempre nel Duomo, una sontuosa cappella tutta affrescata, così come nel 1617 la si erigerà in Calendasco, scoprendo lo stesso Vescovo che nel paese il santo ebbe l’origine terrena oltre che quella spirituale nel piccolo hospitale dei penitenti che era poco discosto dal luogo.
Corrado viene beatificato da Papa Leone X che permette il culto del Beato Corrado e nel 1644 Noto ufficializza San Corrado come suo Patrono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *